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La ricerca storica

Percorsi di storia dell'alimentazione in area veneta

 Le ricerche storiche, finalizzate anche alla pubblicazione del volume Montagne di cibo. Studi e ricerche in terra bellunese, hanno approfondito alcuni nuclei tematici importanti: la produzione di alimenti, i sistemi di conservazione, le dinamiche degli intensi scambi con la pianura veneta, soprattutto con Venezia, che permettevano alla montagna di adottare e supportare modelli alimentari plurimi usando e scambiando le risorse del territorio ed elaborando dei “successi” gastronomici come i gepičta kropfn (ravioli ripieni di patate, rutabaga, menta e ricotta inacidita).

Accanto alla ricerca è stata allestita, presso il Museo di Seravella, la mostra “Il cibo in forma. La collezione di rami da cucina di Elio Dal Cin”, che ha permesso di raccontare, partendo dalla presenza delle miniere di pirite cuprifera della Valle Imperina (Agordino), i mestieri del cibo legati alla figura dei battirame presenti in tutta l’area veneta. La loro maestria consentiva la produzione di utensili da cucina – mestoli, pentole, teglie, stampi, secchi, caldiere. Recipienti quest’ultimi destinati alla lavorazione del latte, che grazie alla straordinaria risorsa dei pascoli permetteva di produrre prodotti di pregio come il burro e il formaggio o alla preparazione della polenta di sorgoturco, precocemente adottato e sostitutivo di miglio e sorgo, vera grande innovazione nelle pratiche alimentari del Veneto e delle vallate alpine.

Altre risorse, in parte dimenticate, completavano il panorama alimentare: tra queste il pesce d’acqua dolce, opportunità singolare, ma non sempre adeguatamente sfruttata, ma ampiamente presente ad esempio nelle mense dei monasteri.  Quanto al consumo di carne, prevalente era quella ovina salata ed essiccata, la cui produzione si legava a un altro processo economico di lunga durata, quello relativo all’allevamento ovino e alle transumanze e quella di maiale, spesso lavorata assieme ad altre carni.

Ne è uscito un mondo di straordinaria e unica biodiversità alimentare, dove la necessità e il bisogno si sono coniugati in modo creativo con le risorse del territorio, alla ricerca continua di un equilibrio alimentare apparentemente povero ma di gusto.


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Aggiornata venerdì 04 dicembre 2020 a cura di Marco Zucco

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