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#SCIVOLARE. Storie di scie, fra tradizione e competizione

Al Museo Etnografico delle Dolomiti di Cesiomaggiore inaugura la mostra “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”

Seravella lunedì 26 gennaio 2026
#SCIVOLARE. Storie di scie, fra tradizione e competizione
Dal 30 gennaio al 30 aprile 2026, il Museo Etnografico delle Dolomiti ospita “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, un’esposizione temporanea che racconta la neve e le slitte in tutte le loro declinazioni: da mezzi di trasporto quotidiano, di gioco e svago, agli attrezzi sportivi di discipline olimpiche e paralimpiche. La mostra fa parte del progetto #SCIVOLARE – Storie di scie fra tradizione e competizione, finanziato da Fondazione Cariverona nell’ambito del bando dedicato alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026  e si inserisce nel programma delle Olimpiadi Culturali promosse da Fondazione Milano Cortina 2026. Capofila è la Provincia di Belluno, che coordina una rete di 38 partner tra enti locali, istituzioni, scuole e associazioni, tra cui il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, Fondazione Cortina, Centro Consorzi, Comune di Feltre, AIPD Belluno, Associazione Isoipse, Archivio di Stato di Belluno e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige.
 
Due spazi, infinite scivolate!
L’esposizione si sviluppa in due aree:
  • Sala delle mostre temporanee 
    Qui si apre il percorso espositivo, iniziando una sorta di viaggio a ritroso nel tempo: si entra subito nel turbine della velocità con il video girato in prima persona dall’atleta che ha provato per la prima volta la nuova pista da bob di Cortina. Si parla infatti di discipline olimpiche di discesa sul ghiaccio, con particolare attenzione allo skeleton e allo slittino, di cui saranno esposti due esemplari consegnati direttamente dalle nazionali italiane impegnate nei prossimi Giochi olimpici, grazie all'interessamento della FISI. La sezione è dedicata in particolare ai campioni italiani di queste specialità ed è arricchita da splendide foto e video concessi dal Museo olimpico di Losanna. 
    Un altro modello di slittino attira la nostra attenzione: è quello studiato appositamente per gli atleti che si cimentano nella disciplina sportiva dell’Hockey paralimpico. Uno sport di squadra veloce ed impegnativo, nel quale gli atleti usano due corte mazze le cui estremità diverse servono sia spingersi sul ghiaccio che a segnare nella porta avversaria.
    A ritroso nel tempo si entra poi nella sezione dedicata allo sviluppo del turismo invernale nelle Dolomiti bellunesi, dove scopriremo che il primo impianto di risalita ad uso degli sciatori fu concepito negli anni ‘30 anch’esso come un’enorme slitta con pattini metallici, munita di panche, che veniva trascinata verso l’alto da un sistema meccanico e che veniva chiamata per l’appunto slittovia!
    In questa sezione oltre a godere della creatività dei designer nel progettare le forme più curiose di slitte, bob e skibob, torneremo al tempo del boom economico quando le piste da sci erano ancora condivise da sciatori e da chi preferiva scendere con l’amata slitta. 
    Facendo ancora un passo indietro nel tempo, si potranno ammirare gli slittini tradizionali del territorio che nulla hanno a che vedere con il disegno di slitta industriale che tutti abbiamo in mente: il ferion, o ferada, pesante e compatto slittino da ghiaccio con i affilati pattini in ferro, lo slittino monopattino e il musset, leggero slittino da neve, costruito abilmente ad incastro con varie essenze legnose.

    Ma il cuore di questa sezione è il tema del ricordo: le antropologhe di Isoipse, Paolo Maoret e Lorenzo Cassol hanno intervistato decine di persone per raccogliere le loro testimonianze degli inverni del passato, dei giochi sulla neve, dell’incanto di una stagione invernale in cui tutto era bianco da novembre a marzo e giocare sulla neve era un rito comunitario. Un video e numerose bellissime foto d’archivio ci proietteranno nell’epoca in cui le strade, aperte con il varsor, diventavano piste naturali alla portata di chiunque!
    Per entrare ancor di più nell’atmosfera, consigliamo a tutti di ascoltare le puntate del podcast NEVICA!, prodotto da Piombo Podcast, che dà voce ai nostri testimoni.
    Da qui al racconto delle entusiasmanti gare di comunità, con i bob da strada e con le antiche slitte da lavoro è un attimo. In esposizione un bellissimo esemplare di bob di fattura artigianale, gentilmente prestato dalla Casa Museo Angiul Sai di Costalta di Cadore, con tanto di cerchi olimpici dipinti sull’avantreno a testimoniare l’entusiasmo e il desiderio di emulazione dei campioni delle Olimpiadi del ‘56.
    Una sezione a parte abbiamo voluto dedicarla alla pista naturale da slittino di Colmean di Canale d’Agordo che all’apice della sua storia ospitò le gare di coppa del mondo, con atleti provenienti da quindici nazioni.
    Un ultimo flashback ci porterà a mostrare l’uso della slitta quale umile, quotidiano ed essenziale mezzo di trasporto di fieno, legname, pietre duramente ricavati dal lavoro dell’uomo sui ripidi pendii che caratterizzano le Dolomiti bellunesi.
    Questa sezione si chiude con una domanda: Chi porta a monte la slitta? E con una foto estremamente rappresentativa: una donna pronta a partire per i prati da sfalciare, con un'enorme slitta da fieno sulle spalle, ricoperta a sua volta da falci, rastrelli, teli, corde, paiolo e botticcella per l’acqua, a ricordarci le fatiche disumane delle generazioni che ci hanno preceduto.
  • Sala del pendio
    La seconda e ultima parte della mostra è ospitata nella sala del pendio, dove le slitte dell’esposizione permanente saranno ulteriormente valorizzate ricordando il loro ruolo essenziale anche per il trasporto delle persone ( e della posta!) durante le lunghe stagioni invernali, quando le carrozze trainate da cavalli necessariamente venivano messe a riposo.
    Qui una nuovissima postazione multimediale ci consentirà di esplorare il Glossario della neve, ossia le infinite sfumature per definire la neve e le nevicate nelle valli delle Dolomiti Bellunesi, progetto condiviso con il Glossario online ospitato nella piattaforma MuseoDolom.it  ma anche i tanti nomi con cui erano definite le slitte  e i detti sulla neve legati ai santi del calendario e all’osservazione della natura al fine di prevedere le nevicate.

 

A questo punto, se non sarete ancora stanchi, avrete un intero museo etnografico da visitare, tra i più importanti in Italia della sua categoria per il patrimonio materiale e immateriale che conserva. Non ci resta che augurarvi una buona visita!

La mostra si visita con il biglietto d’ingresso del museo. Intero 5 euro, ridotto 3 euro. Agevolazione per le famiglie: bambini e ragazzi godono dell’ingresso gratuito.
Dal 31 gennaio al 18 aprile tutti i sabati alle ore 16.30 visite guidate gratuite a cura delle educatrici di Isoipse.

Bambini che scendono tra le case, Archivio provincia di Belluno / Villa de Manzoni ai Padd di Sedico Strada del Mas a Cesiomaggiore, Ennio e il cane Zara, 1955, Archivio Ennio Conz Centro di Cesiomaggiore, piazza Mercato imbocco strada del Mas, Rita con la zia, 1956 circa, Archivio Rita Conz Ragazza con uno slittino in seggiovia, Archivio Provincia di Belluno Ragazzi con slittino,  scuola elementare di Ornella, inverno 1971, archivio celestino Vallazza

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Aggiornata martedì 27 gennaio 2026 a cura di Marco Zucco

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